Tesla va fortissimo, ma quell’autopilota

2 MAR 20
Ultimo aggiornamento: 00:06 | 3 MAR 20
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Ci sono alcune notizie buone e altre cattive per Tesla, l’azienda di vetture elettriche di lusso fondata e gestita da Elon Musk. La notizia buona è che gli analisti stanno cominciando ad accorgersi che Tesla ha un vantaggio non soltanto temporale (è stata la prima a commercializzare automobili elettriche ben fatte) ma anche tecnologico: costruire e commercializzare automobili elettriche ben fatte non è affatto semplice, e le altre case l’hanno capito. La Nikkei Asian Review, per esempio, ha preso una Tesla Model 3, il modello più recente tra quelli commercializzati, l’ha smontato pezzo per pezzo e l’ha fatto vedere a un ingegnere della Toyota, che ha detto: “Noi non possiamo farlo”. Nel frattempo, Audi ha messo in pausa la produzione dei suoi veicoli elettrici. Ecco però la brutta notizia: dopo lungo deliberare, il National Transportation Safety Board americano ha riconosciuto che il sistema di guida assistita di Tesla, che l’azienda chiama Autopilot, è una delle concause di un incidente del 2018 in cui una persona è morta dopo che la sua Tesla si è schiantata contro una barriera di cemento. L’indagine ha dimostrato che il guidatore prima dell’incidente stava giocando sul suo cellulare. Tesla ha colpe perché il suo autopilota è uscito fuori dalle linee della strada, e poi perché al tempo non c’erano sistemi in grado di obbligare il guidatore a prestare attenzione anche a sistema innestato.